Virginia Woolf ha scritto:
“Perché sebbene noi affermiamo di non sapere niente sullo stato d’animo di Shakespeare, anche dicendo questo diciamo qualcosa sullo stato d’animo di Shakespeare. La ragione, forse, per la quale sappiamo tanto poco di Shakespeare (…) è che i suoi motivi di risentimento e i suoi rancori e antipatie ci vengono nascosti. Non siamo mai trattenuti da una qualche <<rivelazione>> che ci ricordi lo scrittore. Ogni desiderio di protestare, di predicare, di proclamare un’ingiuria, di regolare un conto in sospeso, di rendere il mondo testimone di qualche difficoltà o patimento, tutto questo era stato bruciato dal fuoco che era in lui, e consumato. Pertanto la sua poesia sgorga fuori di lui libera e priva di impedimenti. Se mai essere umano giunse ad esprimere completamente il proprio lavoro, questi fu Shakespeare. Se mai mente fu incandescente, libera da impedimenti, pensavo, volgendomi di nuovo verso lo scaffale, quello fu certo la mente di Shakespeare”.
V. Woolf – Una stanza tutta per sé
Ho pensato di fare questa citazione, per quello che ho scritto l’ultima volta. Paragonandolo a quello che ho scritto la prima. Non avevo forse creato questo blog per il solo piacere di scrivere? Non è un diario. Non è un posto dove mostrare la mia rabbia o mettermi in mostra.